La nostra storia

Nel 1990 Giancarlo de Calisti fonda Gap con un duplice obiettivo: utilizzare le tecnologie, all’epoca nascenti, per offrire servizi di conversione di archivi cartacei correnti, storici e di pregio in archivi digitali; contribuire allo sviluppo di sistemi di scansione per la riproduzione in alta fedeltà degli originali – indipendentemente dalla consistenza e dimensione – e di piattaforme software per la gestione di collezioni di oggetti digitali

In linea con le aspirazioni del suo fondatore, alla dematerializzazione massiva della documentazione amministrativa di enti, di imprese e privati, Gap associa, sin dalle origini, diversi interventi di digitalizzazione nei beni culturali per archivi, biblioteche, musei

Il 1996 è su questo fronte un anno di svolta.  L’azienda porta a termine un progetto a quel tempo considerato ambizioso e pionieristico: la digitalizzazione di parte dell’Archivio Colonna e la realizzazione di un CD-rom autoconsistente che include i contenuti digitali prodotti corredati di schedatura. Il progetto – che culmina con la distribuzione dei supporti a diversi enti culturali – rappresenta di fatto uno dei primi casi italiani di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali attraverso le nuove tecnologie digitali

La scelta di presidiare la frontiera tecnologica in un settore nascente e ampliarne i confini, porta Gap a operare, sin dalla sua fondazione, all’insegna di una serie di obiettivi di medio e lungo termine e di una strategia di crescita orientata da diverse direttrici. Dall’investimento costante in macchinari innovativi allo sviluppo interno di software. Dalla reingegnerizzazione dei processi all’introduzione di innovazioni complementari. Dalla formazione del personale alla creazione di un ambiente di lavoro che stimoli le diverse forme di apprendimento e l’accumulazione di capitale umano

L’affrontare costantemente problemi e sfide in un settore nuovo – in cui le tecnologie e le soluzioni di mercato sono immature e mutano rapidamente – plasmano in questi primi anni di attività un tratto distintivo dell’azienda: la propensione alla sperimentazione continua. Questo atteggiamento mentale, alimentato ancora oggi da un insieme di valori, induce Gap ad anticipare i bisogni del mercato e a sviluppare nuove soluzioni

Tra le innovazioni aziendali in ambito software, spicca nel 1993 la realizzazione di un programma per migliorare gli output di scansione e la qualità delle immagini acquisite. In ambito hardware, invece, attraverso la reingegnerizzazione di uno scanner piano, i tecnici di Gap introducono nel 1999 un prototipo di scanner planetario in grado di digitalizzare con successo documenti fragili e di pregio

Nei primi anni del 2000 l’azienda investe in tecnologie considerate allora all’avanguardia – da scanner rotativi a scanner planetari portatili e a colori, in grado di gestire formati dall’A5 all’A0, a scanner per microfilm.

La duplice vocazione a operare nel campo della digitalizzazione di massa sia di documenti correnti che storici è confermata dai numerosi progetti intrapresi nel periodo. Tra di essi rilevano: la digitalizzazione e la catalogazione di circa 4.000 cinquecentine – per oltre 600.000 carte – conservate nella Biblioteca Casanatense nel 2001 e l’archiviazione ottica nel 2002 di 2.000.000 di documenti amministrativi per ATAC.

Negli stessi anni l’azienda prosegue nello sviluppo software, lanciando, nel 2004, un applicativo desktop – Mistral – per la ricerca e la fruizione di contenuti digitali. Di questo applicativo viene successivamente rilasciata una versione web.

Con l’erogazione delle sue soluzioni presso le sedi dei clienti, l’operatività simultanea di più cantieri sull’intero territorio italiano, il conseguimento della certificazione di qualità ISO 9001 nel 2007 per la “progettazione e sviluppo di soluzioni e servizi di digitalizzazione, indicizzazione e archiviazione ottica” e per il “Servizio a lungo termine di conservazione dei dati digitali”, Gap consolida nel primo decennio del secolo la sua posizione di leadership nel mercato nazionale della dematerializzazione e digitalizzazione.

In questo mercato Gap diviene un punto di riferimento sia per enti pubblici e imprese impegnate nel passaggio dalla carta al digitale sia per le istituzioni deputate alla salvaguardia e alla tutela del patrimonio culturale archivistico, cartaceo e membranaceo.

Nel 2010 Gap investe in una sede di proprietà, amplia ulteriormente il suo parco macchine – a oggi il più completo e numeroso in Italia – e intraprende un nuovo sentiero di crescita orientato dall’innovazione, incentrato sullo sviluppo di nuove tecnologie proprietarie hardware e software, sostenuto da un piano strategico che prevede partnership con altre imprese, istituzioni nazionali e internazionali, enti di ricerca. 

Con il rilascio nel 2015 della prima versione di Sinapsi – un applicativo per la gestione e la fruizione di collezioni di oggetti digitali – Gap entra nel settore dei software per il digital asset management con un prodotto realmente innovativo. La piattaforma realizzata dall’azienda consente di gestire collezioni digitali eterogenee e archivi multidisciplinari e di valorizzare qualsiasi patrimonio archivistico semplificando sia le fasi di lavoro preliminari – come la descrizione – sia il processo di fruizione e interazione web con l’utenza. 

Nello stesso anno cominciano anche le prime collaborazioni internazionali che vedono l’azienda protagonista – negli Stati Uniti e in Europa centrale e orientale – di numerosi appuntamenti dedicati alla discussione e alla diffusione delle best practice nel mondo della dematerializzazione degli archivi correnti e storici e della valorizzazione digitale dei beni culturali.  

Nel 2020 l’azienda apre una sede a Sforzacosta (MC), al fine di supportare al meglio la propria clientela del centro-nord con una maggiore prossimità delle proprie tecnologie. 

Nel 2022 l’azienda raggiunge nuovi traguardi. Dopo anni di ricerche e test empirici, Gap introduce Voyager, un nuovo scanner planetario che rivoluziona il concetto di scansione e ridefinisce gli standard di performance nel mondo dell’acquisizione ottica delle immagini. 

Nello stesso anno, l’azienda consegue la certificazione ISO 27001 e rilascia la seconda versione di Sinapsi. La piattaforma si impone rapidamente sul mercato come una delle applicazioni più duttili e innovative per la gestione e la valorizzazione degli archivi e delle collezioni digitali in una prospettiva semantica.